Monday, July 24, 2006
posted by LucidoDesign at 3:48 AM
Ben Harper and the Innocent Criminals
live Arena di verona
17 luglio 2006

Un songwriter geniale come ne sono rimasti pochi.Cantautore ispirato e chitarrista dalla versatilità stilistica davvero unica, Ben Harper nasce il 28 ottobre del 1969 a Pomona, in California, a 50 miglia da Los Angeles. La passione per la musica è nel dna della sua famiglia: i nonni posseggono un negozio di strumenti musicali, il padre suona la batteria e la madre canta e suona la chitarra.Cresciuto in quest'ambiente stimolante, durante la sua gioventù Ben riceve una quantità impressionante di input musicali di ogni tipo: blues, folk, soul, r&b e reggae su tutti. Tra i suoi miti giovanili figurano Jimi Hendrix e Bob Marley,Skip James e Bob Dylan.A 6 anni comincia a strimpellare la chitarra; a 12 si esibisce già davanti a una platea; ben presto si specializza nello slide style tipico della Weissenborn affinando in pochi anni uno stile tutto suo. Nel 1992 Ben Harper è già un'artista eclettico e completo: la sua cultura musicale è sterminata, ha suonato con Taj Mahal e con il bluesman Brownie McGhee, è in grado di spaziare con disinvoltura da un reggae classico a un tristissimo blues, da un pezzo hard rock a una ballata acustica.Tutto è pronto per il suo debutto, che avviene puntualmente per la Virgin Records nel 1994 con "Welcome To The Cruel World", che riscuote recensioni più che positive, tra cui una apparsa sul L.A. Times che dice: "Di dischi come questi non se ne fanno più… il fascino delle sue melodie folk-blues è immediato, la profondità delle sue emozioni appagante e la promessa del suo talento degna di nota".Tra le 13 track del disco "Like A King" parla della discriminazione dei neri d'America, dove il King del titolo si riferisce sia al reverendo Martin Luther sia al Rodney figura simbolo delle rivolte di quel periodo.Nel 1995 viene pubblicato il secondo album, "Fight For Your Mind", che sviscera ancora temi cari ad Harper, quali la libertà in senso lato e la libertà di espressione, attraverso brani come "By My Side", che confermano l'abilità dell'autore nello scrivere canzoni partendo da emozioni strettamente personali.I due album successivi, "The Will To Live" (1997) e "Burn To Shine" (1999), ci propongono un Ben Harper inusuale, propenso a un suono più commerciale, pur conservando la solita profondità dei testi. I dischi vengono registrati con l'accompagnamento degli Innocent Criminals, band che comprende Juan Nelson al basso, Dean Butterworth alla batteria e David Leach alle percussioni.In questo periodo la dimensione di artista dal vivo di Harper raggiunge il suo massimo splendore: con il suo gruppo il virtuoso della chitarra arriva a compiere anche 200 spettacoli all'anno. Inevitabile che il meglio di tutte queste esibizioni live confluiscano in un cd interamente dedicato: "Live From Mars" è il doppio album di 25 canzoni che celebra il piccolo grande mito di Harper e il calore del suo pubblico durante la sua incredibile presenza sui palcoscenici tra il 1998 e il 2000.Nei primi mesi del 2003 prende vita il sesto progetto discografico, "Diamonds On The Inside", giudicato da molti estimatori il suo disco più completo: 14 brani molto diversi tra loro (perché spaziano a 360° sulla musica, come è nel suo stile) ma che alla fine sono tenuti insieme benissimo dalla sensibilità artistica e dal gusto estetico del suo autore, considerato a ragione l'ultimo dei grandi cantautori della vecchia guardia.Segue un lungo periodo di esibizioni dal vivo, che dopo un tour mondiale che registra sold out ovunque, vede Harper impegnato anche nell'iniziativa "Vote For Change", una serie di concerti in giro per gli Stati Uniti a sostegno del candidato democratico John Kerry per le elezioni presidenziali del novembre 2004.Sempre nel 2004, il songwriter e chitarrista californiano intraprendere un tour con il collettivo di cantanti gospel ultraottantenni Blind Boys Of Alabama: la collaborazione è talmente esaltante e ben riuscita che prosegue anche in studio di registrazione, dando vita all'album "There Will Be A Light", pubblicato nel settembre dello stesso anno.Il disco rappresenta uno splendido punto d'incontro tra i depositari della tradizione musicale afro-americani e un moderno rappresentante di quest'ultima, senza che i circa cinquant'anni di differenza che separano Ben Harper dai Blind Boys Of Alabama si facciano minimamente sentire.Ne sono una riprova i due prestigiosi Grammy Awards che l'album si aggiudica nel febbraio del 2005, quello come Best Traditional Soul Gospel Album e il riconoscimento come Best Pop Instrumental Performance per il brano "11th Commandment".Come coronamento della fortunata collaborazione, nella primavera del 2005 viene pubblicato "Live At The Apollo", resoconto del trionfale concerto tenuto all'Apollo Theater di New York nell'ottobre del 2004.Per l'autunno e l'inverno 2005 l'instancabile Ben Harper è ancora in studio di registrazione, questa volta con gli storici compagni di strada Innocent Criminals, per lavorare a nuovo progetto. Nel frattempo il cantante e chitarrista sposa l'attrice Laura Dern, sua compagna ormai da parecchi anni.Nel marzo 2006 viene quindi dato alle stampe il doppio album "Both Sides Of The Gun": due dischi, di nove tracce ciascuno, che rispecchiano la duplice anima che da sempre ha caratterizzato la musica di Ben Harper, quella più elettrica e rock (nel primo) e quella più folk e acustica (nel secondo).
uno dei concerti piu' belli della mia vita...in un posto speciale ed entusiasmante.
A presto in collaborazione con LucidaFotografia anche qualche bellissima foto


 
Thursday, July 20, 2006
posted by LucidoDesign at 5:49 AM

15 Luglio 2006
The Strokes live
Torino 2006

Gli Strokes hanno dato speranza al nuovo millennio. Sono riusciti a trasformare quel qualcosa di vecchio in qualcosa di assolutamente innovativo. Sono bastati pochi show per convincere il pubblico statunitense e subito è nata, all'inizio del 2001, THE NEXT BIG THING, quella vera.

Gli Strokes si formano a New York alla fine del 1998, inizialmente composti di soli tre membri (Julian Casablancas, Nick Valensi e Fabrizio Moretti). Più tardi alla band si aggiungono Nikolai Fraiture al basso e Albert Hammond JR alla chitarra. Hammond, figlio d'arte, è invitato nella band dallo stesso Julian: i due infatti si erano conosciuti anni prima in una prestigiosa scuola svizzera. La band ormai al completo debutta allo Spiral di New York, ottenendo un discreto successo di pubblico e stampa specializzata. Dopo questo concerto le esibizioni dal vivo degli Strokes continuano in tutta la Grande Mela fino al gennaio 2001, quando pubblicano in Inghilterra "The modern age EP" per la Rough Trade. Nel corso del 2001 supportano il tour americano dei Doves e suonano coi Traildead in Inghilterra. Proprio nel Regno Unito gli Strokes lasciano estasiata la stampa:

"Siamo franchi nell'affermare che gli Strokes sono i più grandi ‘bastardi’ che ci siano in giro al momento...Ci hanno mandato al tappeto con la passione e la purezza romantica del Punk Rock di New York, gli Strokes avanzano spavaldi con l'aria di poeti della strada che hanno mandato in pezzi la canzone pop, per sostituirla con la rabbia, l'incomprensione, l'odio, la libidine. Hanno illustrato in Technicolor e su schermo gigante tutte le frustrazioni dei giovani adulti...Ecco svelata l'essenza, a volte tanto profonda quanto casuale, dello stile di questi bardi fotogenici della Bowery." (NME, 17 Febbraio 2001).

Nel settembre dello stesso anno esce in Europa il primo album, "Is this it", destinato ad entrare nella storia del rock'n'roll post moderno, non delude la stampa mondiale con quei suoni che ricordano i primi anni 70 dei Velvet Underground. Negli Stati Uniti, invece, la pubblicazione dell'album è posticipata di un mese, a causa dell'11 settembre, con una cover diversa e senza la canzone "New York City Cops", sostituita da "When It's Started". In poco tempo il mondo si è innamorato degli Stokes... Un tour mondiale li porta in giro a diffondere la loro musica per tutto il 2002, mentre Julian, tra un'esibizione e un'altra continua scrivere altre canzoni per il loro successivo album. Così all'inizio dell'estate del 2003 i ragazzi entrano in studio a sorpresa con il produttore Nigel Godrich, già leggendario producer dei Radiohead, Beck e Air. La collaborazione dura poco però. Infatti la band preferisce 'licenziare' il mega-producer e tornare a usufruire dei servigi di Gordon Raphael, già responsabile del sound dell'album di debutto, "Is This It". Le cause della "rottura" sono state in seguito spiegate da Albert Hammond al magazine inglese NME:

"Andavamo molto d'accordo, ma avevamo modi diversi di lavorare. Noi volevamo trovare subito il sound perfetto, anche se magari ci volevano giorni, lui ci diceva che avremmo sistemato tutto nel mix finale. Ma a noi non andava."

Il 20 ottobre 2003 viene finalmente pubblicato il secondo, attesissimo album: Room On Fire. La genialità assoluta dell'album consiste nel non aver cambiato assolutamente niente rispetto al lavoro precedente. "Nessun tentativo di evoluzione" dirà Carlo Bordone de Il Mucchio "E allora? Quel rock'n'roll è perfetto così, che cazzo vuoi evolvere???"

Il 2 gennaio 2006 esce in Europa First Impressions of Earth, terzo album della band, anticipato dal singolo Juicebox. L'album porta avanti lo stile musicale degli Strokes, accusati di scarsa originalità e monotonia dopo Room On Fire, anche per via della scelta di un nuovo produttore, David Kahne.





Un mio video del concerto durante "Reptilla"


http://www.thestrokes.com
http://www.thestrokes.altervista.org





 
posted by LucidoDesign at 2:19 AM
Venerdi 14 Luglio, Torino
Franz Ferdinand Live




(qui ho ripreso il filmato di Take me Out - live )

Alex Kapranos, Bob Hardy, Paul Thomson, Nick McCarthy, quattro ragazzi scozzesi che nel giro di due anni sono passati dall’anonimato alle vette delle classifiche anglosassoni e non, sotto il nome di “Franz Ferdinand” (dall’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo).
Tutto comincia nel 2001 a Glasgow dove i quattro vivono, quando il leader e voce Alex Kapranos riceve in regalo un basso dal suo amico Mick e chiede a Bob Hardy di imparare a suonarlo, Bob sembra essere riluttante ma alla fine Alex lo convince.Qualche tempo dopo i due si uniscono al chitarrista Nick McCarthy e al batterista Paul Thomson e per loro l’obiettivo diventa crearsi un proprio stile di musica che faccia ballareE ci riescono benissimo.
La loro prima esibizione in pubblico risale al 22 maggio 2002 e, strano ma vero, il palco è la camera da letto di una ragazza della Glasgow School of Art.Proprio così, un’amica di Bob organizza una festa e adibisce tutto l’appartamento a galleria d’arte, così loro trasformano la camera da letto in un posto per esibirsi in concerto.Fu un successo di fronte ad uno sparuto pubblico di conoscenti, anche se Alex dichiara di essersi sentito più in imbarazzo allora che di fronte all’anonima platea della Brixton Academy di Londra, un anno dopo, la quale contava circa 2.500 persone.
Il loro legame artistico si salda ancora di più e i quattro decidono di avere un quartier generale che trovano in un enorme magazzino in disuso. Chiedono le chiavi al proprietario, si stabiliscono e lo battezzando Chateau.In poco tempo lo Chateau non è più solo il loro quartier generale ma anche un punto d’aggregazione per tutta la comunità artistica e per i musicisti della città.Ma alla polizia quel covo di artisti non autorizzato non andò tanto a genio, così venne chiuso.L’esilio durò poco fino a quando non si riusci a trovare un altro posto per riunirsi, un carcere vittoriano abbandonato da oltre trent’anni.
La svolta verso il successo arriva con l’arrivo del manager Tor Johannsen, che riesce in breve tempo a lanciarli e a far raggiungere la vetta di numerose classifiche internazionali con il loro primo disco omonimo “FRANZ FERDINAND” lanciato dal potente singolo “Darts of Pleasure” che apre la scena ad altri bellissimi pezzi come “The dark of matinee”, “Auf Achse”, “This Fire”, “Take me Out” e alla bellissima “Jaqueline”.
L’eco provocato dall’album non si è ancora spento tanto che i quattro scozzesi hanno già in mente di mettersi al lavoro per il prossimo album.


Per il momento ci si gode la palma di “Band prodigio 2004”!

http://www.franzferdinand.it
http://www.franzferdinand.com